Coppia & Single
Siamo passati dall'acqua alle camere senza accorgercene
Raccontato da Andrea e Ilaria · Sabaudia
Agosto, quaranta gradi anche di notte, e noi due che non sapevamo più cosa inventarci per non passare l'ennesima serata sul divano a litigare con il condizionatore.
Siamo entrati alle nove, quando il giardino era ancora illuminato dal tramonto. Prima cosa: in acqua. La piscina di notte, con le luci sotto il pelo dell'acqua e la musica che arriva ovattata, è un posto dove finisci per dire cose che a casa non diresti.
Ilaria me l'ha detta lì, con il bicchiere in mano: che quella ragazza seduta al bordo, sola, la stava guardando da venti minuti. E che non le dava fastidio per niente.
L'abbiamo invitata a bere con noi. Si chiamava... be', diciamo che si è presentata con un nome e nessuno le ha chiesto se fosse quello vero, perché lì dentro non lo chiede nessuno. Ha parlato con Ilaria per un'ora buona, io quasi ero di troppo, e la cosa mi piaceva.
Poi dentro: sala interna, luci basse, quel divano lungo di velluto dove ti siedi in tre e all'improvviso non ci sono più distanze. Un ballo lento che di lento aveva poco. Le mani di mia moglie che smettono di essere prudenti.
Le camere sono al piano di sopra, pulite, silenziose, con la porta che si chiude davvero. Questa è una cosa che chi non c'è mai stato non immagina: non è un posto sporco, non è un posto squallido. È curato come un piccolo hotel, e questo cambia tutto.
Siamo usciti alle tre. In macchina, verso Sabaudia, non abbiamo parlato per venti minuti. Poi Ilaria ha detto solo: «giovedì prossimo». E abbiamo riso come due ragazzini.
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