Coppia & Single
Sguardi a bordo piscina, un giovedì di luglio
Raccontato da Giulia, 31 anni · Terracina
Ero arrivata da sola, cosa che a Terracina non avrei mai raccontato a nessuno. Giovedì pomeriggio, sedici e mezza, il sole ancora alto sopra il giardino. Avevo lasciato la macchina nel parcheggio interno, quello che dalla strada non si vede, e già lì avevo capito che nessuno mi avrebbe chiesto niente.
Il primo cocktail l'ho bevuto sul bordo della piscina, con i piedi in acqua. Musica bassa, gente che parlava piano. Nessuna delle occhiate pesanti che ti aspetti. Nessuno che ti addosso.
Poi li ho notati: lei sul lettino, capelli raccolti, un pareo che non nascondeva granché; lui in piedi, camicia di lino aperta, che le portava da bere. Non si toccavano molto. Si guardavano, questo sì, come si guardano due che si conoscono da anni e hanno ancora fame.
È cominciata così, come comincia sempre: uno sguardo che dura mezzo secondo in più del dovuto. Poi il suo, di lui, che mi cerca mentre lei sorride e non abbassa gli occhi. Un triangolo silenzioso costruito solo con la testa girata al momento giusto.
Mi hanno offerto da bere dopo quaranta minuti di questo gioco. Non una parola fuori posto. Prima i nomi, poi da dove venivamo, poi una risata su quanto sia assurdo incontrarsi a venti minuti da casa e non essersi mai visti.
Il resto è rimasto lì, dentro il giardino, dove deve restare. Ma la cosa che mi porto dietro non è quello che è successo dopo: è il fatto che per tutto il tempo mi hanno chiesto se andava bene. Sempre. Ogni passo. E che quando ho detto 'aspetta', si è aspettato.
Sono tornata il giovedì successivo. E quello dopo ancora.
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