Gruppi
Quattro amici, un sabato senza programmi
Raccontato da Simone, 29 anni · Latina
Eravamo in quattro, tutti sotto i trentacinque, tutti stufi delle stesse tre serate di Latina dove incontri i compagni delle medie e paghi dodici euro un gin scarso.
L’idea l’ha buttata lì Fabio, mezzo per scherzo. Abbiamo scritto su WhatsApp aspettandoci di essere rimbalzati — quattro maschi insieme, figurati. Invece ci hanno spiegato le regole con calma: selezione all’ingresso, rispetto assoluto, niente branco. Se anche uno solo del gruppo fa lo scemo, escono tutti.
Non ci hanno preso in giro. E onestamente ci ha messo subito nella condizione giusta: entrare con la testa di chi va a una festa, non di chi va a caccia.
La prima ora è stata quella che è sempre: noi quattro appiccicati al bancone a fare battute per coprire l’imbarazzo. Poi ci siamo sciolti. Fabio ha attaccato bottone con una coppia di Aprilia, io e Luca siamo finiti in giardino a parlare con due ragazze arrivate insieme da Cisterna.
Non voglio raccontare cosa è successo dopo a ognuno di noi, anche perché è andata diversamente per tutti e quattro. Uno di noi è rimasto a bere e a chiacchierare tutta la notte e si è divertito uguale.
La cosa che mi ha colpito è stata l’atmosfera: nessuno che ti spinge, nessuno che ti guarda male, nessuna competizione. Zero delle dinamiche da branco che ti aspetti da un gruppo di uomini fuori il sabato.
In macchina, tornando, non abbiamo parlato di quello che avevamo fatto. Abbiamo parlato di quanto fosse assurdo aver perso dieci anni di sabati sera nello stesso locale.
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