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Coppia & Single

Mani che non conoscevo, e mio marito che mi guardava

Raccontato da Federica, 36 anni · Latina

Il divano di velluto della sala interna è lungo, basso, e ti costringe a stare vicino a chi ci si siede accanto. Credo sia fatto apposta.

Ero in mezzo: da un lato mio marito, dall'altro un uomo che avevamo conosciuto al bancone due ore prima. Aveva un modo di parlare lento, e una mano appoggiata sul bracciolo a un centimetro dalla mia spalla. Un centimetro che è rimasto lì per venti minuti buoni.

È partito tutto da un pollice sulla pelle del braccio. Niente di più. Un movimento piccolo, lento, che chiedeva permesso senza aprire bocca. Ho girato la testa verso mio marito, e lui mi ha solo sorriso.

Non riesco a spiegare bene la sensazione di essere toccata da mani che non riconosci mentre chi ami ti guarda e non è geloso, è affamato. Il collo, la schiena scoperta dal vestito, il ginocchio. Tutto lentissimo, tutto sotto il mio controllo: sapevo che sarebbe bastata una parola.

A un certo punto mi sono ritrovata con la testa appoggiata alla spalla di mio marito e il respiro completamente fuori tempo. Lui mi ha sussurrato all'orecchio una cosa che non ripeterò qui, e io ho detto sì con la testa senza aprire gli occhi.

Ci siamo spostati in camera. Il resto resta là dentro. Ma il pezzo che ricordo meglio non è quello: è il divano, la lentezza, e l'idea di essere desiderata da due persone che stavano aspettando me.

In macchina, tornando, mio marito ha detto una frase sola: «non ti avevo mai vista così». E aveva ragione.

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