Coppia & Coppia
Pensavo fosse un posto losco. Ci ho trovato gente più per bene di me
Raccontato da Luca, 38 anni · Latina
Parto da come la pensavo, perché è l'unico modo onesto di raccontarla. Per anni, quando sentivo nominare un club privé, mi si accendeva in testa un film fatto di gente losca, situazioni squallide e persone di cui non ti fidi a girarti di spalle. Un pregiudizio, ma me lo tenevo stretto.
Mi ci ha portato un amico, dopo mesi che gli dicevo di no. Sono entrato con quella faccia di chi si aspetta il peggio e sta già cercando l'uscita.
La prima cosa che ti spiazza è la selezione all'ingresso. Non entra chiunque: c'è la tessera, ci sono le regole scritte, c'è qualcuno che ti guarda in faccia e decide. Ed è una cosa che, dall'altra parte, ti protegge.
La seconda è la gente. Al bancone quella sera c'erano un ingegnere di Latina, una coppia che ha una piccola azienda ad Aprilia, un'infermiera che smontava dal turno, due che venivano da Roma e parlavano di mutui. Persone normalissime, curate, educate. Gente che il giorno dopo porta i figli a scuola come tutti.
La terza è il rispetto, e su questo non ci sono zone grigie. Niente telefoni, niente foto, nessuno che tocca senza chiedere, nessuno che insiste dopo un no. Ho visto ragazze girare tranquille come non le vedo girare in una discoteca qualsiasi il sabato sera.
Quello che nessuno racconta è che la maggior parte del tempo si passa a parlare. Al bar, in giardino, a bordo piscina. C'è chi entra e si limita a bere qualcosa e ballare, e non succede assolutamente niente di più — ed è una scelta rispettata al cento per cento.
Alla fine il posto losco non l'ho trovato. Ho trovato un ambiente pulito, ordinato, con persone adulte che sanno stare al mondo. E ho capito che il pregiudizio era l'unica cosa fuori posto della serata: l'avevo portato io.
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