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Coppia & Coppia

Quattro mani sott'acqua e nessuno che parlava

Raccontato da Davide e Sonia · Cisterna di Latina

L'acqua di notte è tiepida, più dell'aria. Le luci sono sotto il pelo dell'acqua e ti disegnano addosso righe che si muovono. È un posto dove il coraggio arriva più in fretta.

Eravamo con una coppia conosciuta due ore prima al bar. Loro sui trentacinque, gente sveglia, tranquilla. Si era parlato di tutto tranne che di quello che avevamo tutti e quattro in testa.

Ci siamo spostati nell'angolo più lontano dalle luci, quello vicino alle piante, dove l'acqua ti arriva alle spalle e sopra si vede solo il collo. Da fuori sembravamo quattro persone che chiacchierano.

La prima mano non so nemmeno di chi fosse. Ricordo Sonia che si irrigidisce mezzo secondo e poi si scioglie, e i suoi occhi che cercano i miei per dirmi «va bene». Lì ho capito che la serata aveva cambiato direzione.

Sott'acqua non c'era più nessun confine: le gambe che si intrecciano, la schiena di lei contro il mio petto, un'altra mano sul suo fianco, il respiro di tutti che diventa corto insieme. Sopra, il silenzio. Nessuno ha parlato per venti minuti buoni.

L'unica frase l'ha detta lei, quella dell'altra coppia, con la bocca a un centimetro dall'orecchio di Sonia: una domanda. E Sonia ha annuito, e basta.

Siamo usciti dall'acqua che tremavamo, non dal freddo. Ci siamo asciugati, abbiamo preso da bere, e poi siamo saliti. Il resto rimane tra noi quattro e quelle pareti.

Da allora l'area esterna d'estate, di notte, per noi non è più semplicemente una piscina.

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